Aggiornamento di stato

Aggiornamento di stato

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo... Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose...
(Mt 13)

Il tesoro nascosto e la perla preziosa: queste brevi similitudini concludono il discorso di Gesù sulle parabole con un forte appello a scegliere e a decidersi per il Regno che egli va annunciando.

Con tale espressione, il Regno, nel Vangelo si intende il luogo e il tempo in cui il Signore realizza il suo progetto di salvezza a cui ognuno di noi è invitato a partecipare ed è coinvolto insieme con lui: nella propria realizzazione, nella fratellanza, nella giustizia, nella pace, nella felicità più piena, nella solidarietà, nella condivisione, nell’impegno. Queste realtà di per sé sono già il Regno, o almeno ne sono un segno vivo che siamo esortati a cercare e ad accogliere.

Le prime due parabole, quasi simili, parlano di realtà nascoste, che tuttavia richiedono attenzione: il tesoro lo si trova per caso, ma bisogna avere gli occhi aperti, la perla invece va ricercata con diligenza e accuratezza. Ambedue le parabole ci insegnano la gioia di scoprire i valori che cambiano la vita. Chi trova un tesoro, una perla preziosa, fa l’impossibile per impossessarsene. Ma non basta cercare… e nemmeno trovare: è necessario avere il coraggio di mettersi in discussione, di fare un sacrificio, di dar via tutto il superfluo, di impegnarsi per decidere l’unica cosa che conti.

L’uomo è desiderio di felicità, d’infinito, dell’impossibile, poiché fatto per qualcosa di grande e di immenso che gli pullula dal profondo del cuore e non lo lascia mai soddisfatto. È sempre in ricerca, e quando ha trovato qualcosa, ha più forte il desiderio di cercare ancora di più: non si accontenta mai. È davvero difficile spegnere il nostro desiderio di felicità, di realizzazione, di pienezza.

Ecco allora il punto a cui ciascuno è invitato a riflettere: quali sono i valori per realizzare il mio infinito? Qual è il progetto fondamentale a cui il Signore mi chiama? Cercare il significato del proprio vivere non è un «optional», ma un dovere del cristiano. Non è facile scoprirlo, a volte ci vuole un’intera vita, ma non bisogna arrendersi, né scoraggiarsi. «Chi cerca, trova», dice il proverbio. E quando lo si è trovato, occorre accettare le rinunce necessarie per comprare il terreno in cui si trova il tesoro, per impadronirsi della perla, che è il significato fondamentale della mia vita.

Perciò il Signore ci dà la gioia per aiutarci a decidere: quando c’è gioia per raggiungere uno scopo è più facile decidersi. Mentre il tentatore presenta difficoltà e rischi, problemi e insicurezze. E soprattutto ci rende tristi: quella tristezza che blocca e impedisce di prendere una decisione. E ci tenta in continuazione, insistentemente: «E se, dopo aver rischiato tutto, ti trovi con le mani vuote?».

È chiaro che il tesoro e la perla preziosa sono il Signore Gesù che si fa trovare da chiunque lo cerchi, come il mercante di perle; ma si fa trovare anche da chi non lo cerca, come per il contadino che sta lavorando nel campo (cfr Is65,1: «Mi sono fatto trovare da chi non mi cercava…»). Solo in lui e con lui è possibile colmare il desiderio del nostro cuore. Sant’Agostino diceva: «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non ha posa, finché non riposa in te» (Confessioni I 1,5).



(di P. Giancarlo Pani S.I., vicedirettore de La Civiltà Cattolica)

www.facebook.com/notes/la-civilt%C3%A0-cattol...